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Plusdotazione

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Alla BES (Bilingual European School) una didattica potenziata per valorizzare gli studenti di talento

Se fin da piccolissimo è curioso, creativo e ha una fervida immaginazione, tuo figlio potrebbe essere un bambino plusdotato.

Attivissimi, pieni di doti (lettura precoce, musica, danza), questi bambini gifted manifestano fin dalla tenera età numerosi interessi e sono in grado di valutare con profondità problemi e sfumature. Gli psicologi li chiamano plusdotati e - se non vengono riconosciuti per tempo - alcuni di loro rischiano di perdere le caratteristiche che li rendono davvero speciali. Ma come si fa a riconoscere un bambino plusdotato?

Incontro con le famiglie alla Bilingual European School

Di questo e di molti altri aspetti ha parlato - nel corso di un recente incontro con i genitori - la dottoressa Roberta Renati, psicologa, Ph.D del Centro Phronesis di Milano, presentando il progetto “Sostenere i talenti per prevenire il disagio scolastico e sociale”. Lo studio, che si avvale del sostegno di Fondazione Cariplo, è frutto di una nuova tendenza sulle capacità cognitive. Partito nel settembre scorso, e destinato a valutare 400 bambini di differenti scuole milanesi - BES compresa, - punta a selezionare un’ottantina di talentuosi nella fascia di età che va dai 5 anni e mezzo ai 18.

4 indizi per riconoscere un bambino plusdotato

Il segnale che abbiamo a che fare con un piccolo genio si manifesta intorno ai 2, 3 anni.

  • Può esserlo il bambino che, in età prescolare, impara a leggere e a scrivere da solo.
  • Quello che usa un ampio vocabolario e frasi complesse.
  • Quello che fa molte domande e ha un’ottima memoria.
  • Quello con vivacità intellettiva che lo porta ad apprendere precocemente, più velocemente e con processi di pensiero inusuali rispetto ai suoi pari.

Che cosa si intende per plusdotazione?

Secondo gli psicologi, la plusdotazione è una complessa costellazione di caratteristiche personali e comportamentali che si esprimono in ciascun individuo in maniera differente. In generale, sono plusdotati i bambini che mostrano un’abilità eccezionale (o non comune) rispetto ai loro pari a quell’età. Secondo il professor Steven Pfeiffer, psicologo dell’età evolutiva alla Florida State University (uno dei massimi esperti mondiali sull’argomento), esistono diversi gradi di plusdotazione. Per riconoscerla occorre indossare tre paia di occhiali differenti: individuare le “high cognitive abilities”, identificare gli “outstanding accomplishments” e focalizzare la “potenzialità di eccellere” del bambino.

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A scuola, un talento in ogni classe

Le ricerche sui bambini prodigio nei Paesi avanzati, in prevalenza Nord Europa e Stati Uniti, sono partite negli anni Settanta. In Italia solo dal 2010.

Le statistiche rilevano che è considerato plusdotato fino al 5 per cento degli alunni: circa uno studente per classe. Questi “cervelloni” hanno un quoziente intellettivo superiore a 120 punti: Mark Zuckerberg, Lady Gaga e Sergey Brin (uno dei due fondatori di Google) per esempio, lo sono. E tutti e tre hanno frequentato i campus estivi organizzati da Pfeiffer alla Johns Hopkins University.

Più brillanti, ma più a volte più pigri

Sfatiamo il pregiudizio che i piccoli geni sui banchi “se la cavino da soli”. Al contrario. I bambini gifted hanno ritmi diversi dagli altri: imparano facilmente, memorizzano senza fatica, hanno una capacità di pensiero astratta molto sviluppata, hanno interessi molto profondi per uno o più argomenti specifici, anche a discapito di altre materie. Ma, per contro, a volte scrivono male, sembrano distratti e pigri e, mentre l’insegnante spiega, sono impegnati a fare tutt’altro.

Pregiudizi sociali? Malessere individuale

La plusdotazione, se non riconosciuta, nel tempo può creare disagi sui banchi di scuola e con gli amici. Bambini e ragazzi, insomma, possono diventare ipersensibili, sviluppare difficoltà relazionali e, poiché vantano elevate abilità cognitive, possono avere uno sviluppo emotivo che non procede di pari passo con quello intellettivo.

Pur avendo una marcia in più, secondo uno studio condotto dalla Fondazione Veronesi (fondazioneveronesi.it/magazine/articoli/pediatria/bambini-plusdotati-chi-sono-e-come-riconoscerli), alcuni comportamenti di questi bambini di talento possono ricordare quelli dei coetanei affetti da disturbi dell’attenzione.

Famiglie in difficoltà: serve un sostegno

Gestire un bambino plusdotato può essere complesso: spesso i genitori non sanno come comportarsi. Anche in classe occorrono strategie adeguate, poiché succede non di rado che la scuola non riesca a gestire la loro noia. Non solo, il periodo dell’adolescenza può dare luogo ad atteggiamenti ribelli, oppure a una tendenza a nascondere le proprie doti allo scopo di sentirsi a proprio agio tra gli amici (soprattutto bambine e ragazze).

Il boomerang della perdita dell'autostima

Un aspetto piuttosto critico tra i bambini gifted è la loro difficoltà ad autodisciplinarsi a scuola: poiché sin da piccoli hanno una relativa facilità nell’apprendimento e nella soluzione dei problemi, a volte si convincono che il successo derivi dalla loro innata abilità e non dallo “sforzo” di imparare.

Può capitare, quindi, che si arrendano di fronte alla prima difficoltà. A lungo andare, di conseguenza, potrebbero addirittura perdere l'autostima. Ecco allora che il loro incredibile dono diventa una condanna: sviluppano atteggiamenti ribelli, abbandonano lo studio, cercano di mimetizzarsi per non apparire diversi dagli altri. E, soprattutto, smettono di rischiare per paura di fare errori. Al contrario, è importante che capiscano che sbagliare consente di individuare nuove strategie per crescere.

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Contro i pregiudizi, il supporto degli psicologi

Questo modo di pensare può dar luogo a non pochi pregiudizi che impediscono di stare bene a scuola, rendono difficile entrare in sintonia con i ritmi di apprendimento in classe e, in alcuni casi, può creare relazioni difficili con genitori, insegnanti e coetanei. Valorizzare ogni singolo talento, facilitare lo sviluppo e le differenti abilità è il lavoro che ogni scuola attenta al potenziale degli studenti dovrebbe intraprendere.

La BES e la valorizzazione dei bambini gifted

La Bilingual European School ha scelto di aderire al progetto “Sostenere i Talenti per Prevenire il Disagio Scolastico e Sociale” per far emergere il talento molto speciale che alberga in ogni bambino. Lo screening è partito nei giorni scorsi e, nel mese di aprile, le dottoresse Elena Maggi e Federica Bellatti del Centro Phronesis di Milano hanno incontrato i genitori dei bambini segnalati dalle insegnanti.“Ci siamo riconosciuti immediatamente in questo studio - spiega Cecilia Picinini, BES Counselor - poiché con Phronesis condividiamo la teoria sulle intelligenze multiple di Howard Gardner.”

In BES la cornice didattica per riconoscere e valorizzare i punti di forza di ogni singolo studente è il Primary Years Programme dell’International Baccalaureate. I programmi personalizzati hanno lo scopo di favorire l’inclusività: coinvolgono famiglie, insegnanti e un team di psicologi con l’obiettivo di aiutare i bambini a coltivare il loro specialissimo dono per tutta la vita.