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I VANTAGGI DEL BILINGUISMO

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I VANTAGGI DEL BILINGUISMO: CERVELLO PIU’ ATTIVO, VELOCE E LONGEVO

Che cos’è e quali sono i vantaggi del bilinguismo? Per bilinguismo si intendono competenze precise, che riguardano, tra l’altro, l’età e i livelli di acquisizione di una lingua. Secondo lo studioso Francisco Grosjean, dell’Università svizzera di Neuchâtel, bilingue è chi usa in maniera regolare due lingue in diversi ambiti sociali o lavorativi.

E’ noto che i bimbi imparano velocemente e spontaneamente. L’apprendimento di una lingua, sostiene lo studioso canadese Jim Cummins, docente all’Università di Toronto, può svilupparsi attraverso due lingue altrettanto bene che attraverso una sola, a patto che questa sia sufficientemente sviluppata.

Un’ulteriore distinzione secondo Cummins riguarda le abilità legate alla comunicazione interpersonale (BICS, Basic Interpersonal Communication Skills) e alla competenza (CALP, Cognitive Academic Language Proficiency): per esempio, confrontare, instaurare relazioni logiche, elaborare sintesi e argomentare. Le CALP hanno un ruolo centrale nel crescere un bambino bilingue così come nella sua riuscita scolastica: danno a quest’ultima uno spessore che molte volte manca nelle lezioni “normali”.

I bambini bilingue parlano più tardi? Non è vero

Studi confermano che non è vero che i bambini bilingue parlano più tardi. In realtà producono le loro prime parole alla stessa età dei monolingue.

Lo studioso canadese Fred Genesee, del dipartimento di Psicologia della McGill University di Montreal, ha dimostrato che, in effetti, c’è minore varietà lessicale nel linguaggio dei bambini bilingue. Ma solo se si considera ogni lingua separatamente.

Al contrario, se si tiene conto di entrambe, si scopre che i bilingue conoscono almeno lo stesso numero di parole dei loro coetanei monolingue, se non di più. Insomma, il loro sviluppo non subisce rallentamenti: i bambini possono gestire più input linguistici e non restano confusi dall’apprendimento di due lingue contemporaneamente.

Numerosi neuropsicologi hanno rilevato inoltre come i bilingue pensino e decidano con maggiore velocità e sicurezza rispetto ai loro pari monolingue.

Insomma, non è vero che i bambini bilingue parlano più tardi. Crescendo poi si scopre che i bilingue godono di ulteriori vantaggi: tendono ad avere maggiore autocontrollo, più capacità di problem solving e di decision-making.

Linguaggio e mentalità sociale

Negli anni Sessanta Susan Ervin-Tripp, una dei pionieri della psicolinguistica, ha fatto una scoperta molto interessante: ha chiesto a donne bilingue anglo-giapponesi di terminare alcune frasi nella propria lingua.

I risultati sono stati davvero stupefacenti: la frase “se i miei desideri confliggono con la mia famiglia…”, per esempio, è stata completata in giapponese come “è un periodo di grande infelicità”. Mentre in inglese è diventata “faccio ciò che voglio”.

Oppure: “I veri amici dovrebbero…”, “aiutarsi l’un l’altro” (in giapponese) “essere franchi” (in inglese). Una bella differenza.

Il conflitto in un cervello bilingue, dunque, deriva anche da differenti mentalità. Il vantaggio è che il bilingue sceglie quale linguaggio usare a seconda delle necessità.

Insomma, la lingua e l’identità di un popolo sono strettamente legati e chi parla più lingue è in grado di modificare la prospettiva con la quale guarda il mondo a seconda della propria cultura.

Bilingue più veloci, empatici e accurati

Che si tratti di test, prove di lettura, sfide cognitive o sociali, ha dimostrato Panos Athanasopoulos, docente di Psicolinguistica e Bilingual Cognition alla Lancaster University, i vantaggi del bilinguismo appaiono evidenti: i bilingue sono più veloci e accurati, hanno maggiore creatività, flessibilità, capacità di concentrazione e performances più elevate rispetto ai monolingue.

Inoltre mostrano spesso maggiore empatia. Si pensa che ciò sia dovuto a un migliore controllo su emozioni e differenti credenze culturali: hanno dunque probabilmente un sistema cognitivo diverso da quello dei monolingue.

Più materia grigia nel cervello dei bilingue

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Un aspetto non troppo noto riguarda la materia grigia presente nel cervello dei bilingue. Jubin Abutalebi, professore di Neuropsicologia all'Università-Vita San Raffaele di Milano, ha rilevato in uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica Cerebral Cortex, come i bilingue ne abbiano in quantità maggiore nella corteccia del cingolo anteriore (un'area cruciale per il monitoraggio delle nostre azioni) rispetto ai monolingue. Se i bilingue riescono a decidere in modo più rapido in una situazione di conflitto, la ragione potrebbe trovarsi nella consuetudine a tenere distinte le due lingue fin da bambini. Un processo che mette in funzione le stesse strutture neurali che entrano in gioco nel prendere decisioni rapide.

Un risultato confermato anche dagli studi dell’équipe di Viorica Marian, del Laboratorio di Bilinguismo e Psicolinguistica alla facoltà di Scienza della Comunicazione della Northwestern University di Chicago: l’équipe di Marian è partita dal presupposto - noto da tempo - che la musica migliori l'elaborazione del suono. Nei bilingue, ipotizza, cambia il modo in cui il cervello risponde ai suoni nelle aree uditive sottocorticali.

Ai bilingue una vecchiaia più felice

Essere bilingue aiuta anche a prevenire la demenza senile. Lo ha dimostrato la psicolinguista Ellen Bialystok nel corso delle sue ricerche condotte alla York University di Toronto confrontando anziani mono- e bilingue. Questi ultimi mostravano i sintomi dell’Alzheimer quattro o cinque anni dopo rispetto ai monolingue affetti dalla stessa patologia. Insomma, anche se essere bilingue non protegge dal rischio Alzheimer, ne ritarderebbe gli effetti. Non solo. Il neurologo cognitivo Thomas Bak ha rilevato - in uno studio condotto su 600 pazienti indiani sopravvissuti a ictus - che i bilingue avevano una probabilità di recupero delle funzioni doppia rispetto ai monolingue.

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Crescere bilingue alla Bilingual European School: un'eccellenza nell'apprendimento della lingua inglese

Alla Bilingual European School il programma scolastico si svolge sia in italiano (circa 50%) sia in inglese con insegnanti madrelingua (circa 50%).

Questo modello di bilinguismo permette agli studenti di imparare a leggere e a scrivere sia nella loro lingua madre sia in una seconda lingua, anche in previsione delle scelte scolastiche successive.

A differenza del bilinguismo di moda, che prevale in numerose scuole recentemente “convertite” all’insegnamento dell’inglese, l’obiettivo del programma didattico BES è raggiungere la cosiddetta Cognitive Academic Language Proficiency, cioè alti livelli di padronanza nelle due lingue principali (italiano-inglese).

Ecco perché i vantaggi del bilinguismo alla Bilingual European School includono la capacità di comprendere connessioni logiche, fare ampie e approfondite riflessioni, elaborare informazioni e sintetizzare pensieri complessi nella seconda lingua.

Al termine del percorso scolastico i ragazzi sanno esprimere in inglese idee articolate, sanno leggere con competenza linguistica accademica (appunto) e capire il messaggio alla base di ogni comunicazione.

Come si fa a crescere un bambino bilingue?

Ecco un esempio di come si lavora in BES: nei primi anni della scuola primaria i codici linguistici vengono usati dai bambini in maniera naturale. Così, a una domanda posta in lingua inglese, gli studenti rispondono in inglese. E viceversa: italiano/italiano.

Tutto ciò che si chiede loro a livello accademico è comunicare le proprie idee in maniera appropriata nella seconda lingua.

Nel triennio della scuola media si lavora invece con accuratezza sulla differenziazionedei codici linguistici. Che cos'è un codice? Ogni lingua (o raggruppamento di lingue, latine, anglosassoni, asiatiche) ne ha uno. Si definisce lineare quello inglese: è caratterizzato da una comunicazione diretta, sintetica, efficace.

La retorica italiana invece prevede l'uso di subordinate (specificazioni come poiché, siccome, eccetera). Questa capacità dei bambini bilingue di parlare e scrivere in due codici linguistici differenti viene definita proficiency.

Ed è proprio questa differenza nella padronanza della seconda lingua - che consente agli alunni di studiare in seguito in scuole italiane o internazionali - che rende la Bilingual European School un posto molto speciale.

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